
25. September 2007 / Photo: Florian Kalotay
Di origine svizzera, Madleina Scheidegger ha trascorso la maggior parte della sua vita all’estero. All’età di 10 anni parte per il Mozambico con la sua famiglia dove suo padre lavora per l’aiuto svizzero allo sviluppo. Quattro anni più tardi, con sua madre e sua sorella si trasferisce in Sudafrica mentre il padre si trasferisce in Angola. Compie i suoi studi al MIT di Boston e torna in Svizzera dopo il master. Sua madre le aveva raccontato che Google ha anche uffici in Svizzera e l’ha incoraggiata ad inviare la sua candidatura a Google.
Cosa fai?
In ufficio: Sviluppo software per Google. In altri termini: progetto e scrivo programmi, elimino gli errori e controllo i programmi dal momento in cui entrano in funzione. Sono anche responsabile del loro aggiornamento. Il mio lavoro comprende l’insieme del progetto di sviluppo, dalla A alla Z. Da 18 mesi lavoro su Google Base (http://base.google.com/) – una memoria strutturata per informazioni. Partecipo allo sviluppo delle API pubbliche e dell’interfaccia amministrativa di Google Base.
Nel tempo libero: JFaccio molto yoga e pratico pilates. Adoro leggere e viaggiare, visitando i miei amici che ho in giro per il mondo. Normalmente nel mio tempo libero non mi occupo di tecnologia e i gadget non mi interessano particolarmente. Sono molto felice anche senza tecnologia quando non lavoro. Ci vuole un equilibrio tra il mondo professionale e la vita privata. Se non sviluppassi software mi occuperei privatamente di gadget tecnologici. Così facendo a casa riesco a staccare la spina e a non occuparmi di cose tecniche.
Perchè hai optato per la tecnologia informatica?
Ho scelto l’informatica perchè i computer mi affascinavano. Quando siamo partiti per il Mozambico, la mia famiglia ha ricevuto il primo computer. Non erano i giochi ad interessarmi. Quello che mi affascinava era il fatto che queste macchine non possono fare niente da sole e che sono in effetti stupide. Ma ci sono delle persone sufficientemente intelligenti per programmarle in modo da renderle utili. Dal momento in cui qualcuno scrive un programma, il computer possiede delle nuove facoltà. Questa capacità di imparare e di fare per qualcosa da parte di un «non umano» è stupefacente ed è così che ho scoperto il mio interesse per l’intelligenza artificiale.
Cosa ti affascina tanto?
Come detto, non lavorerei mai in un contesto che non mi affascina. La mia motivazione è direttamente legata al mio interesse.
Come si svolge una giornata tipo nella tua vita?
Non esiste una giornata tipo tra i programmatori! Attualmente la vita è molto variata. Ed è ciò che amo, altrimenti mi annoierei in fretta. Tutto dipende anche dalla fase del progetto in cui mi trovo. Un giorno concepisco, rifletto sul modo d’eseguire il programma e mi chiedo come rispondere alle aspettative. Un altro giorno sviluppo, programmo, verifico e correggo gli errori. Passo dall’80 al 90 per cento del mio tempo nella tecnica. Presso Google non abbiamo molto lavoro amministrativo e per questo la maggior parte del tempo la dedichiamo alla discussione di progetti.
Qual’è la parte più interessante del tuo lavoro presso Google?
Credo che la cosa più interessante sia poter seguire un progetto dall’inizio alla fine. Elaboro un progetto, gli do una struttura e ne conosco tutte le sfumature. Sono molto felice di potermi dedicare all’esecuzione, sapendo da dove viene l’idea. E’ molto interessante poter sviluppare e programmare nei dettagli un algoritmo in modo da poter prendere io stessa le decisioni importanti che avranno ripercussioni a lungo termine sul progetto. Inoltre lavoro a dei progetti molto appassionanti. L’aspetto più interessante non è forzatamente il problema o il progetto in sè, ma il fatto di dover analizzare più dati rispetto ad altri. Può essere che esista una soluzione standard ad un problema, ma la probabilità che sia troppo lenta è grande. E noi, presso Google, ci aspettiamo di più dal software.
Perchè un giovane dovrebbe intraprendere la carriera informatica?
Credo che ci si debba pensare bene, in quanto questo settore cambia la vita. E’ perfetto per le persone che apprezzano i cambiamenti quotidiani e per quelle che amano risolvere i problemi. Non è una carriera per quelli che desiderano prevedere tutto. Credo che ci siano molti problemi interessanti e affascinanti da risolvere. Questa attività è giovane e tutti i giorni sfidiamo i limiti del possibile. Nelle scienze simili come la fisica o la chimica molti misteri sono risolti. Nella scienza informatica è divertente il fatto che siamo noi stessi a scoprire. Abbiamo la possibilità di cambiare la vita alla gente. Amo sviluppare qualcosa che serve agli altri. Quante persone nel settore industriale possono affermare che 10’000 persone utilizzano i prodotti ai quali stanno lavorando? Non è un prodotto che si trova sugli scaffali dei negozi e non dobbiamo convincere le persone ad utilizzarlo. Prima o poi lo trovano e lo provano.
Chi che lavora in questo settore non deve interessarsi ai gadget migliori e più recenti. Non è nemmeno necessario apprezzare “Guerre stellari” o la fantascienza. Sarebbe un errore pensare che bisogna apprezzare tutto ciò per essere un grande scienziato. E non vuol dire che se non amiamo giocare con il computer non apprezziamo l’informatica. I ragazzi ai quali piace il pensiero logico amano l’informatica. La sfida consiste nel non accontentarsi di soluzioni standard ma di risolvere problemi in maniera inedita e innovativa.